martedì 30 dicembre 2008

da l'unione sarda di oggi

ORISTANO. Caritas, Vincenziane, Unicef, El gato obrero: e tanti altri esempi di solidarietà
Bilancio attivo per gli angeli custodi
Il lavoro delle associazioni di volontariato durante le feste
Martedì 30 dicembre 2008
Sono state molte le famiglie locali assistite , ma c'è anche chi ha pensato di sostenere progetti internazionali o ad aiutare i nomadi in difficoltà.
Vedi le fotoVedi le altre fotoVedi le altre fotoÈtempo di consuntivi anche per le associazioni di volontariato che si occupano di solidarietà. Non hanno la pretesa di fare bilanci con molte cifre, ma con la loro costante presenza nel tessuto sociale hanno in mano il termometro della situazione. Specialmente della povertà, col mercurio che sale in particolare per la mancanza di lavoro e per le unioni familiari che vanno in malora.
Una delle associazioni maggiormente rappresentative è la Caritas diocesana, ben radicata in città e in notevole espansione nel territorio provinciale. Nella sede diocesana di via Cagliari nei giorni di apertura (martedì e giovedì dalle 10 alle 12) è un viavai di persone che chiede aiuto. «È gente», dice la direttrice Giovanna Lai, «che ha difficoltà cibo procurarsi cibo e a vestirsi. Talvolta le situazioni sono stabilizzate e l'assistenza è continuativa. In altri casi, e sono in aumento, si tratta di donne separate che non ricevono l'assegno del coniuge per cui non potrebbero in altro modo soddisfare le esigenze primarie dei figli e proprie. Ma », aggiunge la direttrice della Caritas, «ci sono anche casi di difficoltà improvvise dovute a malattie ad altri eventi. Da noi c'è sempre qualcuno disposto ad ascoltare e a dare non solo solidarietà morale ma anche materiale offrendo generi alimentari e abbigliamento».
Difficile, per la Caritas di via Cagliari, stendere un bilancio «ma sicuramente abbiamo assistito continuativamente almeno 50 famiglie», dice la direttrice, «non solo della città, ma anche dei paesi ed extracomunitari ai quali destiniamo il frutto della generosità di commercianti e di privati cittadini».
Sul fronte della povertà in prima linea sono anche le socie del Volontariato Vincenziano. «Ci riuniamo una volta la settimana per esaminare le richieste di aiuto», dice la presidente Pasqualina Ghinami, «e ogni primo giovedì del mese le 22 volontarie distribuiscono a domicilio le sostanze di cui disponiamo, toccando con mano dure realtà spesso inimmaginabili. Quasi sempre viveri, indumenti in buono stato e coperte. Ma anche sostegno finanziario per la bolletta della corrente elettrica o per l'affitto. Assistiamo un centinaio di famiglie quasi tutte composte di due persone».
Diverso il campo d'azione dell'Unicef di cui è presidente Bianca Muscas. «Siamo costantemente impegnati nell'opera di sensibilizzazione che risulta particolarmente efficace con le pigotte. Nell'anno in corso le bambole di stoffa ci hanno consentito di incassare 10 mila euro (3 mila in più rispetto all'anno scorso) destinati alla vaccinazione di bambini del Terzo mondo. Poiché un ciclo dei 5 vaccini (antipolio, anti tbc, antipertosse, antimalaria e aids) costa 20 euro, con le offerte degli oristanesi sono stati salvati almeno 500 bambini».
L'Ail è invece impegnata contro le leucemie i linfomi e il mieloma. In città e provincia anche quest'anno ha attuato due iniziative: la vendita delle uova pasquali e delle stelle di Natale. Il ricavato viene utilizzato, tra l'altro, per la ricerca scientifica, l'assistenza ai pazienti e ai loro familiari e per la realizzazione di “case alloggio” nelle vicinanze dei centri ematologici in cui vengono trattati i pazienti. Meno nota ma molto attiva anche l' associazione “El gato obrero” guidata da Eleonora Casula nel 2008 ha prestato «sostegno economico e morale ad Anna e Giorgio (lei morta poi per tumore al pancreas) e lui malato di sla. Inoltre ha assistito i bimbi rom di Terralba, minori di famiglie in difficoltà economiche, rifugiati politici e profughi di Cagliari». Ha inoltre realizzato diverse iniziative culturali anche nelle scuole affrontando i temi delle migrazioni e dello sfruttamento della donna.
EMILIO FIRINU

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