lunedì 31 agosto 2009
storia di una giovane badante rumena
Salve, sono Dora, una giovane rumena, vi voglio raccontare una storia, che purtroppo non è solo la mia. Ho imparato la vostra lingua da qualche mese e, vi parlerò come meglio posso .
A fine estate 2008 mio cugino che da anni viveva in Italia, mi offre di seguirlo, io, diciotto anni appena compiuti, intraprendo un nuovo progetto di vita, quello della migrante. Nella mia mente si apre la possibilità di regalare un futuro migliore ai miei fratelli minori. Grazie a me avrebbero potuto studiare.
Partiamo dal mio paese, a metà settembre , su uno di quei tanti bus che fa spola con l'Italia.
Sapevo dei pericoli che mi aspettavano, ma partivo con un giovane uomo sangue del mio sangue, non con uno sconosciuto.
Alle porte dell'Italia lui mi chiede di affidargli i risparmi che avevo con me per affrontare il primo periodo, io,glieli consegno, tenendomi qualche decina di euro.
Arriviamo dopo 4 giorni in una cittadina tranquilla della Sardegna,e andiamo a vivere a casa . Dopo un paio di settimane trovo un posto come badante, e felice accetto.
Vado a vivere a casa di un anziano. La famiglia mi fa il contratto, mi paga l'assicurazione e mi tratta bene.
Imparo grazie alla mia forza di volontà la nuova lingua, quotidianamente mi esercito con il vocabolario e la grammatica a scrivere e dire frasi compiute.
Mi trovavo bene, mi fanno sentire una loro nipote o una loro sorella.
Intanto i giorni passano dovevo comprare il necessario, ma ancora non avevo il primo stipendio e mio cugino non accennava a restituirmi i soldi,e io non osavo chiederli perkè mi sentivo in debito con lui.
Arriva il primo stipendio, settecento euro! Per me una gran gioia! Non feci nemmeno in tempo a “gustarli” tra le mani che dopo qualche ora, mio cugino mi chiede l'80 % dello stipendio “perchè avevai problemi economici”. Subito consegno a lui quello che mi chiede: volevo sdebitarmi!!
Avevo sentito dai racconti delle donne della mia città che, spesso i rumeni hanno organizzazioni che vivono attraverso il “pizzo”, ma lui, lui era mio cugino non lo avrebbe mai fatto .
Passano cosi i giorni e i mesi.Con il mio “nonno” sto bene, nonostante tutto riesco a capirlo la famiglia è contenta del mio lavoro . Sono una di loro, il sabato, la domenica e per le feste pranziamo e ceniamo tutti insieme, facciamo bei progetti e io mi sento sicura tra le pareti di quella casa e in quella famiglia. Ma il diciannove di ogni mese il mio stipendio viene decimato da mio cugino, io non so come fare, a chi raccontare quel che mi accade, non conosco nessuno, se non la sua convivente e una ragazza italiana. che ho incontrato quando ancora parlavo poco italiano ma sola non posso uscire, poi non saprei come trovarla, abito in periferia e non conosco la città.
In un mese di primavera, nel solito giorno di paga, mio cugino mi chiede in prestito altre cento euro, deve andare in Romania. Mentre in camera mia prendo la somma ,lui mi segue e mi sottrae dalle mani 600 euro.Reagisco, gli do uno schiaffo, lui beffardamente ride e se ne va.
Piango, mi sento male, non so cosa fare, anche questo mese non ho lavorato per me!
La sera, disperata , viene a casa la sua convivente una giovane donna dell'est, eravamo diventate “amiche” ed io la accolgo ben volentieri in accordo con la “mia nuova famiglia”.Lei , mi racconta cose che non conosco, inizio ad aver paura.
Intanto incontro la ragazza italiana a cui da tanti mesi vorrei parlare e le chiedo il numero di telefono..Un pomeriggio io e la sua donna incontriamo mio cugino nella piazza centrale della città.
Ho paura, lui pretende soldi da me e incomincia ad insultare me e la sua convivente. Arriva la polizia, non mi aiuta di certo, io telefono alla ragazza italiana che mi suggerisce di allontanarmi.E così faccio e torno a casa mia.
Da quel momento la ragazza di mio cugino sparisce quasi nel nulla,ogni giorno il cellulare è spento, sempre spento.
Mi preoccupo,sapevo che spesso e volentieri lui la picchiava.
La domenica mattina vado alla polizia e racconto i miei timori e soprattutto dichiaro di essere vittima di una sorta di “racket”.
Mi sento meglio, quasi più leggera e forte, dopo un paio di ore mi viene comunicato che la ragazza è stata trovata, dove lavorava, un po' sconvolta ma stava bene.
Quanto nascondiamo noi donne dell'est voi italiani non lo potrete mai capire! O forse è più facile non capire.
Da questo momento, viene sempre più difficile mangiare... ho paura che mio cugino faccia del male a me e alla mia famiglia, spesso mi chiama minacciandomi, vuole soldi. La sua convivente che io credevo amica, mi manda sms che mi umiliano e io mi sento sperduta e sola in questa città non mia, forse però sono meno sola, ho questa “famiglia” che mi protegge e soprattutto ho la mia nuova amica italiana, che sento non mi deluderà.Anche la famiglia è contenta di questa mia amicizia .
Grazie a lei inizio a sentire questa città diversa, le mie ore ed i miei giorni di libertà passano in modo meno monotono.
Arriva agosto, sono felice, a breve ritornerò a casa in Romania, per trascorrere le ferie!
Una sera,tutto precipita.
Mentre trascorrevo alcune ore di “riposo” con la mia amica, il mio datore di lavoro mi chiama al cellulare: devo ritornare subito a casa.Ho un po' di timore, la sua voce era più forte del solito.
Arrivo a casa poco dopo le 23,lui non mi saluta, non mi guarda ,continua a fumare distrattamente.Io cerco di chiedere perchè sia arrabbiato con me, in fondo il “nonno” dormiva nella sua stanza e io non mancavo più di due ore.
“Prepara la tua roba e vai via”
Io non capisco, non ci credo, chiedo e continuo a chiedere perchè,chiamo la mia amica che mi aiuta a stare calma.Ho paura, mi sento persa, piango, ma lui non mi ascolta continua a ripetere di fare la valigia.
Obbedisco, e sotto consiglio della ragazza italiana, chiedo ancora il perchè e sopratutto la possibilità di restare ancora lì,almeno per la notte
“ Sei stata vista entrare nel night l'altra sera, anche oggi eri al night, prendi la roba e vai via”
Cerco di spiegarmi, non sono mai stata nei nights, faccio la badante, non ero al night, non potevo, sono rientrata pochi minuti dopo le 23. Ma le mie parole volano al vento.
Faccio l'ultimo tentativo, in lacrime entro nella stanza del “nonno” che dorme lo saluto, prendo la valigia chiedo di nuovo scusa al mio datore di lavoro, spero ancora qualche istante infinito. In cambio lui mi apre la porta e mi dice “Buona fortuna”
Ho una valigia grandissima, la borsa e tre buste, piango mentre scendo quelle scale, ho paura e freddo tantissimo freddo nonostante la notte estiva.
Non so cosa fare, mi sento nuda e persa, vago e mi siedo in una panchina di un parco.
E’ l'una di notte.
Chiamo la mia amica italiana, non posso, ho vergogna di chiedere ospitalità, mi sento sporca, anche se non ho fatto niente, mi sento male.
Passano minuti che mi sembrano ore, tremo, piango, non riesco a parlare, e lei, arriva, a prendermi via dalla strada dove persone che avevo imparato a voler bene mi hanno gettato come uno straccio vecchio.
Adesso ho anche paura che lei, non si fidi di me, ma lei e la sua madre mi accolgono fraternamente, io mi sento dentro uno strano sogno, non so dove sono e perchè sono lì. Intanto spero che la famiglia mi chiami, spero sia uno scherzo di pessimo gusto, ma tutto tace, la mattina seguente la moglie del datore di lavoro mi chiama per sapere perchè mi ero comportata così male andandomene via ed abbandonandoli in piena notte!
Io spiego la mia versione ma mi si continua ad accusare di essere “una che lavora nei nights”. Non capisco, fino a qualche giorno prima ero “una figlia”.
Si, sono una rumena, la vita di una rumena vale meno di quella di un'italiana, ad una rumena puoi abbandonarla di notte, perchè le rumene lavorano nei nights, le rumene si prostituiscono, le rumene sono ladre.
Però la rumena, questa rumena è anche quella che ha ridato il sorriso a nonno, è la stessa che ha imparato le nennie sarde da cantare per farlo addormentare , è la stessa che tutte le mattine gli faceva la barba amorevolmente e lo lavava , è la stessa a cui tu hai dato la chiave di casa e una fiducia falsa pronta a togliergliela per motivi inesistenti.
Eppure sapevi che ero sola in quella città, eppure sapevi di mio cugino, eppure sapevi delle telefonate che non mi lasciavano nemmeno dormire, sapevi tutto di me ogni mio respiro.
Forse nel tuo cuore hai sperato di sentire il giorno dopo che a pochi metri da casa tua era stato rinvenuto un corpo martoriato di una giovane donna?
Invece ho trovato chi amorevolmente mi ha protetto ed accolto e con loro ho trascorso alcuni giorni prima della mia partenza.
Torno a casa in Romania con una valigia piena di dolore e tristezza, ho conosciuto in 12 mesi i peggiori aspetti dell'essere umano, comprendendo che non sono storie scritte sui romanzi o narrate nei film europei, è la tragica realtà.
Esiste chi ha il barbaro coraggio di lasciare per strada nel cuore della notte una giovane donna, esiste chi la sfrutta e le fa del male quotidianamente.
Vado via da questa città con tanta tristezza, ma con l'abbraccio sincero di chi mi ha accolto in quella triste notte e per me rimarrà pur sempre mia sorella.
A lei affido questa mia storia perchè si sappia quale è spesso la vera vita di una sorridente ed amorevole badante.
Grazie per avermi ascoltato.
lunedì 24 agosto 2009
Rock4Life
Importantissima iniziativa per la raccolta fondi in un paese della provincia di Oristano...
Reverendo Jones salirà sul palco per l'unica data del suo Tour nella provincia di Oristano.
Non ci resta che invitarvi numerosi per il 12 settembre 2009 presso l'Anfiteatro Comunale di Siamaggiore ricordando che la serata partirà alle 21.30 e sarà condita da numerose sorprese.
Rock4Life 2009
Anfiteatro Comunale Siamaggiore
Sabato 12 settembre 2009 ore 21.30
Loudspeakers AC\DC Cover Band
Reverendo Jones
segnaliamo Musica nel Sangue
lunedì 3 agosto 2009
MINIERE SONORE - II edizione topografie delle musiche

MINIERE SONORE - II edizione
topografie delle musiche
Happening audiovisivo e performances musicali negli spazi delle cave di arenaria del Sinis in località "Su Cuccuru Mannu", realizzazione nel 1° modulo del "Parco dei Suoni e delle Arti del Mediterraneo"
Grandi installazioni di musica elettroacustica , video, pittura e fotografia tra arte e tecnologia.
Gli artisti:
Mike Cooper, Neil Luck, Matthew Lee Knowles, Marco Angioni, Sara Aresu, Ivana Busu, Tonino Casula, Stefano Casta, Nicola Cogliolo, Gianni Delogu, Roberto Follesa, Daniele Ledda, Paolo Marchi, Mauro Mulas, Roberto Musanti, Alessio Sanna, Donald Scalas, Roberto Zanata, Daniela Zedda
Direzione Artistica: Stefano Casta
"Miniere Sonore scava nell'esperienza e porta alla luce nuove chiavi di lettura, che fanno del musicista/artista odierno, non un artigiano dedito alla produzione di oggetti utili o piacevoli, ma un creativo epistemologo interprete della complessità del mondo contemporaneo."
6 e 7 Agosto ore 21
Parco dei Suoni - Riola Sardo
per informazioni:
Eleonora 3397916117 - 3927944750
www.minieresonore.it
lunedì 20 luglio 2009
Un progetto solidale per i ragazzi dell'Aquila
I ragazzi sono quelli che più patiscono questa situazione.
Sotto c’è tutto il programma …. che ho spedito alla Nikon, Canon, Olympus ma per loro il rientro pubblicitario è toppo poco e non giustifica la spesa
Cerco negozi, privati, ditte, gruppi di amici ecc. che diano la possibilità
ad alcuni ragazzi di passare un estate più serena e dargli una prospettiva per il
futuro . Servono 10-15 macchine fotografiche digitali reflex anche usate o fuori
produzione purchè funzionanti .Vi prego fate girare questo post
Per contattarmi Marco Barozzi 3356917754 marco@marcobarozzi.com
Salve mi chiamo Marco Barozzi e sono un fotografo professionista di Roma dal 1986 (www.marcobarozzi.com), oltre che di fotografare insegno fotografia e composizione fotografica inoltre mi occupo da molti anni, all'interno di una scuola media ( istituto omnicomprensivo Espazia di Monterotondo RM ), di creare e realizzare progetti di recupero per ragazzi con difficoltà attraverso l'immagine.
Quest'estate vorrei mettere la mia professionalità a disposizione di alcuni ragazzi aquilani che vivono nelle tendopoli, questo per dar loro la possibilità di distrarsi.
Ho cominciato a documentare la situazione in quei luoghi (essendo legato all'Abruzzo per motivi affettivi e familiari) dal giorno del terremoto ed ho parlato, ovviamente, con tantissime persone e quello che mi ha più colpito è stato che chi ne ha risentito di più psicologicamente sono stai proprio i ragazzi e gli adolescenti, cosa confermata da studi psicologici sui danni che crea la perdita della casa su queste fasce di età
Allora ho deciso di fare qualche cosa per alleviare, per quanto possibile, il loro disagio.
Basandomi sul fatto che il creare loro interessi dargli l'opportunità di pensare ad altro ed essere occupati in un’attività creativa possa fargli solo del bene ho progettato un corso ad hoc per loro durante agosto.
Quello che farò sarà di dare un’opportunità questa estate a 10-15 ragazzi di uscire da una condizione di disagio stimolando un loro interesse. La cosa sulla quale più spingerò sarà il loro benessere e il cercare attraverso un attività didattica e ricreativa di ristabilire, per quanto possibile, quei presupposti per rivedere la loro vita rientrare in parametri di normalità, cosa che nei campi non hanno più dal 6 aprile scorso.
Le strategie psicologiche le attuerò al momento di avere davanti il gruppo e conoscendo i soggetti che ne faranno parte. Sarebbe didatticamente errato e poco professionale fare piani a priori.
Per quanto riguarda la parte fotografica, ovviamente, dovrò prima capire il livello di conoscenza tecnica dei ragazzi, comunque strutturerò le lezioni come faccio da sempre e com’è consono al mio modo di insegnare. Si faranno delle lezioni sul linguaggio fotografico e sulla composizione dell'immagine e si parlerà di come la fotografia sia un modo paritetico alla scrittura per raccontare.
La tecnica sarà insegnata, a parte gli elementi base, attraverso il bisogno della realizzazione dell'immagine del momento.
L'imparare attraverso il fare e il capire il perché della teoria avendone le informazioni al momento della necessità e non viceversa è pedagogicamente un sistema che si è rivelato ottimale per l'apprendimento dei ragazzi di oggi.
Io mi trasferirò tutto il mese di agosto in Abruzzo per realizzare questo progetto, dal quale tengo a porre l’accento non trarrò nessun utile, pensavo quindi di strutturare il corso in una trentina di ore per un gruppo di 10-15 ragazzi.
Con le foto vorremmo fare una mostra dal titolo (provvisorio): Il terremoto visto dai ragazzi
Tornerò da fine settembre con cadenza mensile per vedere i lavori svolti dalla fine del corso e per aiutarli e indirizzare questi ragazzi nel caso quest’attività diventi qualcosa di più serio per loro.
Ovviamente sono persone che hanno perso tutto e non hanno l'attrezzatura necessaria. Io metterò a disposizione oltre che il corso anche un paio di computer per l'acquisizione delle immagini e un luogo dove vedere e commentare le foto fatte (ho chiesto a un piccolo comune appena fuori il cratere di poter usare la sala comunale).L'AMA , ditta di trasporti comunale, ci metterà a disposizione un mezzo per qualche ora al giorno per prendere i ragazzi portarli nei luoghi dove faremo le foto e poi riportarli indietro.
Quello che ci manca sono le macchine fotografiche.
Per questo vi chiedo con la presente se siete interessati a fornirci 10-15 reflex anche usate o fuori produzione andrebbero benissimo. Le macchine se possibile mi piacerebbe che dopo il corso rimanessero agli allievi, dei quali ovviamente vi sarà fornita una lista completa con i nomi e le tendopoli che li accolgono, se ciò non fosse possibile ve le renderemo indietro
Ovviamente sarà messo in risalto il Vostro gentilissimo e generoso intervento .
Se interessati o meno vi prego di farmelo sapere in breve di modo che possa avere il tempo di trovare in caso un altro sponsor.
Per qualunque delucidazione e informazione sui metodi di scelta dei ragazzi e il programma didattico sono a vostra completa disposizione.
Per questo progetto c' è il patrocinio dal Comune e dalla Provincia dell'Aquila.
In attesa di una Vostra gentile e sollecita risposta V’invio i miei più cordiali saluti.
Marco Barozzi
giovedì 2 luglio 2009
Il nostro rappresentante in consulta dei Giovani: Marco Contu
Martedì 23 giugno si è svolta la seconda seduta della Consulta giovanile di Oristano che ha eletto gli organi dirigenti.
Federica Tendas del Liceo De Castro - è il primo presidente della Consulta giovanile.
L’Ufficio di presidenza così composto: Laura Fadda (Azione Giovani); Thomas Frau (Itis Othoca); Paolo Baroli (Oristano Giovane) ha eletto quest’ultimo vicepresidente.
Terminate le fasi tecniche si può dare avvio al lavoro della Consulta, possono cominciare le proposte per migliorare questa città e renderla più attiva e vivibile a livello giovanile e non solo.
Vivendo in un territorio in cui la gioventù si muove di pari passo con la società, mostrandosi sempre più egoista, presuntuosa e arrogante. Dove è egemone il personalismo, il materialismo e una diffusa ignoranza culturale, dove trionfa la più viscida volgarità maschilista, la xenofobia, l’intolleranza e l’indisponibilità verso i deboli della società. Dove i giovani sempre in numero maggiore trovano rifugio nelle culture fascistoidi e nazistoidi, trovo indispensabile vertere la mia attività all’interno della Consulta nel tentare di arginare – per quanto mi concerne – questi fenomeni giovanili. Arginarli portando al centro del dibattito giovanile le tematiche per le quali l’associazione El Gato Obrero si è sempre battuta come l’antirazzismo, l’eguaglianza e la giustizia sociale, la solidarietà, la tutela e l’integrazione sociale dei soggetti meno abbienti.
Al primo punto credo sia doveroso un forte occhio di riguardo con l’organizzazione di varie iniziative e incontri (culturali, musicali, artistiche etc.) atti a:
sensibilizzare i giovani verso i temi dell’antirazzismo; portare i giovani a capire e riflettere sui drammi che spingono i migranti a sbarcare nelle nostre coste; “valorizzare le ricchezze provenienti da una società multietnica” portate dallo scambio tra culture differenti.
Marco Contu – Giovani de El Gato Obrero
giovedì 18 giugno 2009
Emanuele Gentile SCUSATE IL RITARDO
Sottopiano Beaux-Arts
Presenta
Emanuele Gentile
SCUSATE IL RITARDO
Personale di pittura
Inaugurazione
venerdì 19 giugno 2009 h 19:00
dal 19 giugno al 3 luglio 2009
dal lunedì al venerdì dalle 18:00 alle 20:30
Galleria Sottopiano Beaux-Arts
